Il vescovo Kike dice messa

Archivio immagineDomenica 4 gennaio 2015 è stata celebrata la prima messa nella nuova chiesa di Santa Maria Maddalena a Poipet, a pochi passi dal confine con la Tailandia. Poipet, chiamata la Las Vegas della Cambogia per la densità di casinò, è il principale centro di smistamento del traffico legale e illegale del paese.

Davanti a una folta folla di devoti locali e al tycoon coreano che ha finanziato la costruzione, i sacerdoti della Provincia di Battanbang hanno celebrato l’inaugurazione della chiesa: un edificio semplice, il tetto sorretto da una serie di angeli in sampot (il tradizionale abbigliamento cambogiano), le pareti aperte per la circolazione dell’aria. All’interno nessuna sedia, solo stuoie sul pavimento: qui ci si siede per terra.

Il vescovo Enrique Figaredo, per tutti Kike, ha officiato all’aperto la prima messa. Figaredo è un gesuita spagnolo con un sorriso e una parola per tutti. La cerimonia è iniziata con una parata: i prelati, tutti in cotta candida con il Buon Samaritano ricamato a mano e il crocefisso gesuita sul petto, hanno fatto per tre volte il giro della chiesa preceduti dalla Danza del Pavone: ragazzini vestiti di verde con un copricapo di penne di pavone.

La cerimonia è lunga, si susseguono ad arricchire la messa numerosi eventi, una alternanza di riti cattolici e locali: i ragazzi del coro cantano in khmer noti motivi di chiesa, le piccole apsara, il makot sul capo e le dita piegate indietro si muovono come steli di fiore al vento, danzano. Fra di loro tre ragazze disabili in carrozzella danzano solo muovendo le mani, le vere protagoniste della danza khmer. Le accompagna il pinpeat, il complesso di percussioni khmer, con giovanissimi musicisti agli strumenti.

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(Foto: Prefettura Apostolica di Battanbang)

Chiude la cerimonia la solenne consegna di una scultura in legno della chiesa al donatore, uno smilzo coreano in abito grigio che segue compunto tutta la cerimonia a mani giunte.

Archivio immagine 4Il giorno seguente il vescovo Kike ha posato la prima pietra – una croce bianca – di una nuova chiesa, celebrata dalle danze delle piccola apsara. Anche per la costruzione di questa chiesa i fondi arriveranno dalla Corea, dove i gesuiti sono molto attivi.

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La religione cattolica, approdata in Cambogia nel 1555 con il domenicano portoghese Gaspar da Cruz, conta oggi 100.000 fedeli. Il primo gruppo di famiglie cattoliche di allora ha tramandato la fede ai discendenti ma le conversioni sono cominciate solo quattrocento anni dopo, negli anni Novanta. Oggi c’è un notevole movimento verso il cattolicesimo: la popolazione dice che i cristiani danno e i buddhisti prendono, riferendosi alle esose richieste dei monaci dei riti per nascite, matrimoni e funerali. I locali si avvicinano alle nuove chiese conquistati principalmente attraverso i progetti sociali portati avanti nelle tre diocesi e dalle 100 comunità ecclesiastiche.

Il parroco di ogni comunità si impegna in progetti di aiuto alla popolazione: decine di scuole materne, molti centri per disabili, ambulatori, centri di formazione di tessitura, cucito, maglieria, intaglio per i giovani, e diverse scuole superiori. Nel giro di vite che il ministero ha dato lo scorso anno scolastico contro la corruzione agli esami, bocciando alla maturità il 55 per cento degli alunni, gli studenti delle scuole parrocchiali sono stati quasi tutti promossi.

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La Scuola di Design Sociale Il Nodo è nata proprio grazie a padre Mario Ghezzi, che in una decina d’anni a Phnom Penh, oltre a costruire la chiesa del Bambin Gesù, ha avviato in parrocchia una serie di progetti: una scuola materna per i piccoli del Villaggio dei Trokun, una scuola di cucito per giovani donne che oggi hanno tutte trovato un’ottima sistemazione, un ambulatorio che accoglie i pazienti prima e dopo gli interventi per abbreviare al massimo i tempi di ricovero in un paese dove tutta la sanità è solo a pagamento, un ostello per giovani studenti della provincia e una scuola di danza.

In molte delle comunità cattoliche in Cambogia si dice messa in una stanza consacrata. Le chiese vere e proprie sono venti, tutte costruite negli ultimi decenni.

La chiesa delle Sorelle della Provvidenza, una vera cattedrale costruita negli anni di Sihanouk con affreschi e vetrate, è stata occupata dopo il regime dei Khmer Rossi dalla popolazione rientrata nella capitale. Oggi, dopo oltre trent’anni, l’interno della chiesa è ancora diviso da tramezzi e soppalchi in piccole abitazioni, cellette senza finestre e servizi, ma con i soffitti affrescati Nulla è stato finora fatto per restituire l’edificio alla Chiesa cattolica.

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