Arriva il riso

sacchi rossi

Mao, l’autista che mi accompagna, costretto ad evitare con brusche manovre le lunghe file di camion carichi di sacchi rossi che ci corrono incontro, mi annuncia con una certa eccitazione che quello è riso e si lancia, con il suo improbabile inglese, in una dettagliata descrizione di questo miracoloso prodotto da cui dipende la sopravvivenza di milioni di persone in Cambogia. Cerca di spiegarmi le qualità dei tipi migliori, Kar dul  il più caro e pregiato, più di un dollaro al chilo, Somaa li, secondo in classifica, ma il suo preferito, Lam li, più scadente, accettato solo dalla povera gente perché costa meno di mezzo dollaro.  La qualità del riso dipende molto dai tempi di maturazione e proprio negli ultimi giorni è maturato il riso più pregiato. Le campagne lungo la strada hanno perso il loro splendente verde smeraldo e le strade che solo ieri sembravano sonnecchiare nell’accecante luce del giorno, oggi si sono riempite di grandi camion carichi di sacchi rossi. In ogni angolo della Cambogia, un intenso rosso violaceo,contraddistingue i sacchi che contengono il prezioso prodotto.

sacchi riso

Davanti ad ogni casa, anche nelle più sperdute campagne, grandi teli di plastica blu giacciono per terra coperti dal riso steso ad asciugare al sole. Riso non bianco, come ci si potrebbe aspettare, ma di uno strano color terra perché non ancora privato della pula.

Riso con cui si riempiono i grandi sacchi nei quali viene portato alle fabbriche per essere pulito, raffinato, preparato ad essere spedito poi in ogni parte del mondo, anche in Italia. Nel primo trimestre del 2014 le importazioni di riso cambogiano in Italia sono aumentate del 360%. L’import a dazio doganale zero è decuplicato negli ultimi cinque anni tanto che nel solo periodo da settembre 2013 a giugno 2014 sono giunte dal Sudest asiatico 236.000 tonnellate di riso, di cui 204 dalla Cambogia.

I problemi derivanti dall’azzeramento dei dazi all’import per alcuni prodotti agricoli in Europa da paesi extra-Ue nascono all’inizio degli anni duemila, quando Bruxelles firmò l’accordo internazionale denominato Everything but arms, grazie al quale tutti i prodotti, tranne le armi, provenienti dai paesi in via di sviluppo, fra cui la Cambogia, non pagano dazio. Queste massicce importazioni con prezzi non calmierati dalla mancanza di dazi sta mettendo fortemente in crisi la risicoltura italiana, la più importante in Europa, rendendo il nostro riso meno competitivo a livello internazionale e quindi tagliando le esportazioni. I rappresentanti di categoria nella loro petizione alla Comunità europea mettono inoltre in evidenza che il riso trattato con pesticidi banditi da anni dai nostri campi può comportare seri pericoli per la salute dei consumatori.

Esportazioni più facili e pochi controlli sull’uso di sostanze nocive, si sono ritorte anche contro i contadini cambogiani, scacciati dai loro campi dalle multinazionali del riso che trovano conveniente acquistare grandi aree in Cambogia per coltivare senza controlli un prodotto facilmente esportabile.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...